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EV/EBITDA: COSA SIGNIFICA E PERCHÉ I VEICOLI ELETTRICI SONO IMPORTANTI

Il EV/EBITDA è un indicatore cruciale per la valutazione aziendale. Confronta il valore aziendale di un'azienda con i suoi utili prima di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti, offrendo informazioni sulla performance operativa e sui costi reali.

Cos'è l'EV/EBITDA?

Il rapporto EV/EBITDA è una metrica finanziaria che confronta il Valore d'Impresa (EV) di un'azienda con il suo Utile Prima di Interessi, Imposte, Deprezzamento e Ammortamento (EBITDA). È ampiamente utilizzato da investitori, analisti e professionisti della finanza per valutare il valore relativo di un'azienda, soprattutto durante fusioni, acquisizioni e decisioni di investimento.

Il Valore d'Impresa rappresenta il valore totale di un'azienda, tenendo conto della sua capitalizzazione di mercato, del debito e della liquidità. L'EBITDA, d'altra parte, riflette i profitti di un'azienda derivanti dalle sue attività principali, prima di contabilizzare le spese non operative e le voci non monetarie.

Formula EV/EBITDA

EV/EBITDA = Valore d'impresa / EBITDA

Dove:

  • Valore d'impresa = Capitalizzazione di mercato + Debito totale - Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
  • EBITDA = Utile prima di interessi, imposte, deprezzamenti e ammortamenti

Questo rapporto aiuta a valutare il valore di un'azienda da una prospettiva operativa, senza alcun rumore derivante dalla struttura del capitale, dalle variazioni contabili o dal contesto fiscale. In quanto tale, fornisce un confronto più omogeneo tra aziende di diversi settori e aree geografiche.

Perché si utilizza il valore di mercato (EV) al posto della capitalizzazione di mercato?

Sebbene la capitalizzazione di mercato sia un parametro di valutazione del capitale azionario comunemente citato, presenta solo una parte del quadro finanziario. Il valore d'impresa (Enterprise Value) cerca di fornire una visione più completa incorporando i livelli di debito e di liquidità, riflettendo così il vero costo di acquisizione di un'azienda.

Per fare un esempio, si considerino due aziende con la stessa capitalizzazione di mercato. Se una ha un debito significativo e l'altra è esente da debiti, i loro profili di rischio e il loro potenziale di investimento differiscono notevolmente. L'EV tiene conto di queste differenze nella struttura del capitale, rendendolo una misura preferita nella finanza aziendale.

Vantaggi dell'EV/EBITDA

  • Indipendente dalla struttura del capitale: l'EV include tutti i contribuenti al capitale (debito e capitale proprio), rendendo i confronti tra le aziende più equi e significativi.
  • Esclude i costi non operativi: l'EBITDA elimina i costi non correlati alle operazioni principali, consentendo di concentrarsi sulla performance aziendale.
  • Utile in fusioni e acquisizioni: gli acquirenti utilizzano l'EV/EBITDA per valutare il prezzo di acquisto in relazione al reddito operativo generato.

Limiti da considerare

  • L'EV/EBITDA ignora le differenze nelle aliquote fiscali tra le aziende.
  • Omette anche le spese in conto capitale, che possono essere significative nelle aziende ad alto capitale settori.
  • L'EBITDA può essere manipolato, quindi è importante valutarne la qualità.

Nonostante i limiti, l'EV/EBITDA rimane uno strumento fondamentale grazie alla sua semplicità e alla chiarezza operativa che offre agli investitori.

Cos'è il Valore d'Impresa (EV)?

Il Valore d'Impresa è il costo totale teorico per acquisire un'intera azienda, inclusi il capitale proprio, il debito e qualsiasi obbligazione in essere, al netto della liquidità disponibile. Si tratta di una misura olistica del valore totale di un'azienda, utilizzata insieme a indicatori di performance come l'EBITDA per valutare le prospettive di valutazione e acquisizione.

La formula è la seguente:

EV = Capitalizzazione di mercato + Debito totale + Azioni privilegiate + Interessi di minoranza - Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

Analisi delle componenti

  • Capitalizzazione di mercato: Prezzo per azione moltiplicato per il numero di azioni in circolazione.
  • Debito totale: Include sia le passività a breve termine che i prestiti a lungo termine.
  • Interessi di minoranza e azioni privilegiate: Vengono aggiunti ove applicabile, in quanto rappresentano obbligazioni nei confronti di altri stakeholder.
  • Disponibilità liquide e mezzi equivalenti: Sottratti perché gli acquirenti possono teoricamente utilizzarli per compensare i costi di acquisto.

In In effetti, l'EV segnala la spesa netta che un acquirente sosterrebbe, considerando che deve assumere debito ma ottiene il controllo su eventuali riserve di liquidità detenute dall'azienda.

Perché l'EV è più importante della capitalizzazione di mercato

L'EV è preferito alla capitalizzazione di mercato in molti contesti professionali per il semplice motivo che dimostra quanto costerebbe realmente acquisire un'azienda, tenendo conto di tutti i requisiti di valore, sia debito che capitale proprio. Questa distinzione è fondamentale in:

  • Fusioni e acquisizioni: aiuta a determinare i livelli di offerta appropriati.
  • Valutazione comparativa: offre una comparabilità coerente tra aziende con diverse strutture di capitale.
  • Finanziamento di progetto: gli investitori che valutano progetti infrastrutturali o aziende ad alto capitale traggono vantaggio dalla natura completa dell'EV.

I metodi di valutazione tradizionali basati esclusivamente sul capitale proprio possono essere fuorvianti quando si valutano aziende con livelli di debito contrastanti. Un'azienda può sembrare più conveniente a causa della bassa capitalizzazione di mercato, ma detiene livelli elevati di debito che possono alterare drasticamente la dinamica rischio-rendimento.

Esempio illustrativo

Consideriamo due aziende, entrambe con un EBITDA di 100 milioni di sterline.

  • Azienda A: Capitalizzazione di mercato = 1 miliardo di sterline, Debito = 500 milioni di sterline, Liquidità = 100 milioni di sterline
  • Azienda B: Capitalizzazione di mercato = 1 miliardo di sterline, Debito = 100 milioni di sterline, Liquidità = 50 milioni di sterline

Valore effettivo per ciascuna:

  • Azienda A: 1 miliardo di sterline + 500 milioni di sterline – 100 milioni di sterline = 1,4 miliardi di sterline
  • Azienda B: 1 miliardo di sterline + 100 milioni di £ - 50 milioni di £ = 1,05 miliardi di £

EV/EBITDA:

  • Società A: 1,4 miliardi di £ / 100 milioni di £ = 14x
  • Società B: 1,05 miliardi di £ / 100 milioni di £ = 10,5x

Nonostante capitalizzazioni di mercato identiche e utili operativi simili, la Società B è quotata a una valutazione più favorevole in base al suo multiplo EV/EBITDA.

Le azioni offrono il potenziale per una crescita a lungo termine e un reddito da dividendi investendo in aziende che creano valore nel tempo, ma comportano anche rischi significativi dovuti alla volatilità del mercato, ai cicli economici e agli eventi specifici dell'azienda; la chiave è investire con una strategia chiara, un'adeguata diversificazione e solo con capitali che non compromettano la stabilità finanziaria.

Le azioni offrono il potenziale per una crescita a lungo termine e un reddito da dividendi investendo in aziende che creano valore nel tempo, ma comportano anche rischi significativi dovuti alla volatilità del mercato, ai cicli economici e agli eventi specifici dell'azienda; la chiave è investire con una strategia chiara, un'adeguata diversificazione e solo con capitali che non compromettano la stabilità finanziaria.

Applicazioni dell'EV/EBITDA nella valutazione finanziaria

L'EV/EBITDA è ampiamente utilizzato nella ricerca azionaria, nell'investment banking, nel private equity e nella finanza aziendale per confrontare le aziende e determinarne il valore relativo. Di seguito sono riportati gli usi comuni e le best practice per applicare questo rapporto in modo efficace.

Confronti tra aziende e analisi di settore

Uno dei vantaggi più importanti dell'EV/EBITDA è il confronto tra aziende dello stesso settore. Consente agli analisti di tenere conto delle differenze nella contabilità finanziaria e nelle strutture del capitale, offrendo un quadro più chiaro dell'efficienza operativa. Ad esempio:

  • Settore tecnologico: Bassi investimenti, margini EBITDA elevati — EV/EBITDA più affidabile.
  • Settore industriale: CapEx più elevato e ammortamenti variabili — utili coefficienti supplementari.

Un'azienda che opera significativamente al di sopra o al di sotto della media EV/EBITDA del settore può essere un segnale di sopravvalutazione o sottovalutazione, richiedendo ulteriori indagini.

Intervalli di valutazione

I multipli EV/EBITDA spesso variano a seconda del settore:

  • Beni di consumo: 8x – 12x
  • Sanità: 10x – 15x
  • Servizi di pubblica utilità: 6x – 10x

Gli analisti dovrebbero utilizzare questi intervalli come parametri di riferimento anziché come regole assolute, tenendo conto di fattori come il potenziale di crescita, i cicli economici e il rischio normativo nell'interpretazione dei risultati.

Normalizzazione dell'EBITDA

Un passaggio fondamentale è la normalizzazione dell'EBITDA per tenere conto di voci una tantum come:

  • Spese non ricorrenti (ad esempio, contenziosi, ristrutturazioni)
  • Utili una tantum o redditi da investimenti
  • Rettifiche nei metodi contabili

Ciò garantisce che il denominatore del rapporto EV/EBITDA rifletta accuratamente gli utili operativi ricorrenti.

Quando essere prudenti

Nonostante i suoi punti di forza, l'EV/EBITDA non dovrebbe essere utilizzato isolatamente. Alcune limitazioni includono:

  • Trascura l'intensità di capitale e il reinvestimento richiesto in immobilizzazioni.
  • Non riesce a cogliere i rischi di liquidità e le variazioni del flusso di cassa.
  • È meno significativo per le aziende con EBITDA negativo (ad esempio, le start-up).

Per controbilanciare queste problematiche, i professionisti spesso integrano l'EV/EBITDA con:

  • Rapporto prezzo/utile (P/E) per informazioni basate sull'utile netto
  • Analisi del flusso di cassa libero per la valutazione della liquidità
  • Modelli di flusso di cassa scontato (DCF) per la valutazione intrinseca

Conclusione

L'EV/EBITDA rimane uno strumento fondamentale nel kit di strumenti finanziari, apprezzato per la sua capacità di standardizzare le valutazioni e neutralizzare la distorsione della struttura del capitale. Pur non essendo esente da limitazioni, offre un solido punto di partenza per l'analisi, a condizione che gli utenti lo applichino con attenzione e in combinazione con altre tecniche di valutazione.

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